Nella vita spirituale più si corre e meno si sente la fatica.

Quando non riesci a camminare a gran passi per la via che a Dio conduce, contentati dei piccoli passi ed aspetta pazientemente che abbi gambe per correre, o meglio ali per volare.

 


Un corpo privo di vita che attira milioni di persone. Vi passano davanti in composto silenzio, accontentandosi di poter sostare per qualche attimo dinanzi a quelle membra inanimate. Giusto il tempo per una rapida preghiera (per non rendere ancora più lunga l’attesa di chi è ancora in coda per entrare) e per provare un’intensa emozione.

Teca di Padre Pio esposta a San Giovanni Rotondo

Teca di Padre Pio esposta a San Giovanni Rotondo

Un paradosso? Un comportamento razionalmente incomprensibile? Forse lo è nella logica di chi è incapace di andare al di là di ciò che si sente, si vede, si tocca.

Chi ha fede, chi sa dare alla morte terrena il suo vero significato è in grado di percepire, nel silenzio della propria anima, l’inno alla vita cantato da un santo, anche dal suo sepolcro.

«Oh vita, quanto sei crudele per me! – scriveva Padre Pio – Quanto sei lunga! Oh vita che per me non sei più vita, ma tormento! Oh morte, non so chi può temerti, mentre per te ci si apre la vita!». Anche queste parole possono risultare ostiche, innaturali, addirittura scandalose se non ci si pone nello stesso punto di vista di chi le ha pensate e messe nero su bianco. Perché esse esprimono il medesimo concetto di un corpo esanime esposto alla venerazione dei fedeli. Parlano non della fine, ma di un inizio. Si riferiscono a una morte che, in realtà, è l’unico passaggio obbligato per giungere all’eterna felicità.

Questo ha capito Padre Pio. Questo hanno capito tutti i santi. Non solo i mistici che, come il nostro venerato Confratello, sperimentano già in terra le più alte vette umanamente raggiungibili della vita divina. «L’anima lassù non terrà più in alcun conto le cose della terra – ci assicura santa Teresa d’Avila – sentirà in sé una grande quiete e felicità, si rallegrerà della gioia degli altri, godrà una pace inalterabile e una profonda soddisfazione, nel vedere il nome santo di Dio lodato e santificato da tutti, non offeso più da nessuno. Tutti lo ameranno; l’anima stessa non attenderà ad altro che ad amarlo, perché lo conoscerà». Un’altra carmelitana, a noi temporalmente più vicina, santa Teresa di Lisieux, nel 1896, 15 mesi prima di morire a soli 24 anni, sognava «la vita immortale» e anelava a «volar verso le rive eterne» per amare Gesù «senza leggi né misura». «E sempre nuova – diceva a se stessa – la felicità mi sembrerà, come la prima volta». Il santo vescovo di Ippona, Agostino, dottore della Chiesa, garantiva al suo gregge e a coloro che avrebbero letto i suoi scritti: «Godremo, fratelli, di una visione mai contemplata dagli occhi, mai udita dalle orecchie, mai immaginata dalla fantasia: supererà tutte le bellezze terrene, quelle dell’oro e dell’argento, dei boschi e dei campi, del mare e del cielo, del sole e della luna, delle stelle e degli angeli».

Sembra fantasia, invece è speranza, basata sulla fede. Sembra poesia, ma è di più: è canto d’amore. Sembra follia, mentre è la concezione della morte che hanno i santi. È la concezione della morte che dovrebbe avere ogni cristiano.

Meditare su questo, che è il mistero più inquietante dell’esperienza umana, ci può aiutare a illuminare con una luce diversa il ricordo dei nostri cari defunti e ci permetterà senz’altro di orientare i futuri passi del nostro cammino terreno verso il vero amore e l’autentica felicità che inutilmente rincorriamo sulla terra quando ci facciamo abbagliare dai continui miraggi che, in realtà, rallentano il passo o, peggio, ci portano fuori strada.

Proprio per aiutarci a smascherare i miti dell’effimero e le sue seducenti false illusioni, da questo numero inizia la sua collaborazione con Voce di Padre Pio il prof. Alessandro Meluzzi, medico psichiatra con baccalaureato in Filosofia e Mistica, che ringrazio per aver messo la sua professionalità al servizio dell’annuncio della Verità.

di Francesco Colacelli, Voce di Padre Pio

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5 Risposte »

  1. [...] di 81 anni, incoraggiato dal suo superiore, accetta di celebrarla. Anche il quel giorno Padre Pio offre il pane ed il vino, offre tutta la sua sofferenza, offre la sua morte che egli riconosce [...]

  2. [...] In questa seconda parte del video dell’ultima messa di Padre Pio, si nota la grande sofferenza del Santo. La commozione è forte soprattutto quando le forze non lo reggono più in piedi e vacilla. Aiutato dai sui confratelli, viene fatto ritornare nella sua cella dove dopo poche ore torna tra le braccia di Dio. Nel video originale corrono anche alcune immagini dopo la sua morte. [...]

  3. [...] l’umanità ha perso il suo ultimo santo.  Nel video si nota il corteo che ha accompagnato la salma di Padre Pio per l’ultima volta per le strade di San Giovanni [...]

  4. So che il mondo non puo’ mai dare la pace vera………Io la cerco,errando per la mia debolezza……..per le strade cercandola- Ho trovato questa via,aggrappandomi alla speranza che il Carissimo S. Pio mi dia la forza per superare i momenti bui di questo periodo- E’ bellissimo sapere che che non sono piu’ sola :sento la presenza del Santo di Petralcina,lo supplico affinché esaudisca un mio desiderio grandissimo, se questa e’ la volonta’ di Dio-La mia Fede,talvolta vacilla,allora guardo il Suo Santo volto e mi rincuoro-La vostra comunita’ puo’ pregare per me ? Dove siete ?? ho 57 anni……..Chiedo la salute dell’anima,la guarigione da una forma di depressione che spesso mi assale-Perche’ nn sono degna di sentire “il profumo ” di S. Pio- ? Non posso pretendere questo, ma se dovesse succedermi, lo comunichero’- Forse non sn degna di tanto-Grazie per l’ascolto-Maria teresa

  5. Nessuno di noi è degno.Non sono i nostri meriti a salvarci ma la misericordia di DIO,invocala e vedrai che avrà compassione delle nostre miserie.Carmen

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